Un nuovo casello autostradale a Mirabello lungo la A26 e un collegamento veloce con la città di Valenza: è questo il cuore di un progetto di investimento presentato dalla Provincia di Alessandria al Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Un’opera da 30 milioni di euro complessivi che punta a migliorare l’accessibilità al distretto orafo più importante d’Italia e a valorizzare il territorio del Monferrato UNESCO.

In questo articolo approfondiamo gli obiettivi, i costi, i tempi e le ricadute attese di questo progetto infrastrutturale.

Perché nasce il progetto del casello autostradale Mirabello-Valenza

Valenza è universalmente riconosciuta come la “città dell’oro”: un polo orafo di rilevanza mondiale, sede di brand internazionali di assoluto prestigio come Damiani e Bulgari. Eppure, nonostante questa vocazione produttiva d’eccellenza, il collegamento viario tra Valenza e la rete autostradale risulta ancora oggi inadeguato rispetto alle esigenze del distretto.

Il progetto nasce proprio per risolvere questo problema strutturale: realizzare una porta di accesso veloce alla città, in grado di servire tanto il traffico commerciale quanto quello turistico, in un’area che include il sito UNESCO del Basso Monferrato e il Parco del Po.

Cosa prevede il progetto

L’intervento si articola in due componenti principali, strettamente complementari.

1. Il nuovo casello autostradale di Mirabello

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo casello lungo l’Autostrada A26 in corrispondenza di Mirabello. L’opera sarà a carico di Autostrade per l’Italia (ASPI), per un costo stimato di 10 milioni di euro. Senza questa infrastruttura, l’intero sistema di collegamento non produrrebbe i benefici attesi, motivo per cui la sua realizzazione è considerata essenziale.

valenza

2. L’adeguamento della SP 63 “Valenza-Mirabello”

In parallelo, è previsto l’adeguamento della Strada Provinciale n. 63 alla piattaforma di tipo C, il che significa una carreggiata più ampia, maggiore sicurezza e una percorrenza più rapida tra Mirabello e il centro abitato di Valenza. Questa parte dell’intervento ha un costo stimato di 20 milioni di euro, a carico della Provincia di Alessandria.

Chi è coinvolto nel progetto

Il progetto, proposto dalla Provincia di Alessandria tramite il Dirigente Ing. Paolo Platania, coinvolge diversi soggetti istituzionali:

  • Regione Piemonte, quale ente territoriale competente
  • Autostrade per l’Italia (ASPI), responsabile della realizzazione del nuovo casello
  • Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Politiche Europee, destinatario della scheda di progetto nell’ambito del Comitato Interministeriale per gli Affari Europei

I tempi di realizzazione

Il cronoprogramma previsto è il seguente:

  • 3 mesi per l’affidamento della progettazione
  • 12 mesi per la progettazione esecutiva e l’acquisizione dei pareri
  • 6 mesi per l’affidamento dei lavori
  • 24 mesi per la realizzazione delle opere

In totale, considerando tutte le fasi, si tratta di un orizzonte di circa 4 anni dalla partenza effettiva. La proposta è stata definita “immediatamente cantierabile”, il che la rende più concreta rispetto ad alternative più impattanti come un traforo in variante alla SP 494.

I benefici attesi per il territorio

Accessibilità per il distretto orafo

Il miglioramento del collegamento con la A26 renderà Valenza molto più raggiungibile per il traffico proveniente da Milano, dal polo del lusso e della moda, e per i fornitori e acquirenti internazionali del distretto orafo. Oggi, i mezzi diretti a Valenza sono costretti a utilizzare il casello di Casale Sud oppure l’uscita di Alessandria Ovest, con percorrenze più lunghe e strade meno adatte ai mezzi pesanti.

Porta di accesso al Monferrato UNESCO

Il nuovo casello di Mirabello si configurerebbe inoltre come porta d’ingresso meridionale al sito UNESCO del Basso Monferrato e ai comuni limitrofi, aprendo nuove opportunità per il turismo lento, la valorizzazione enogastronomica e l’accesso al Parco del Po. Un aspetto che la proposta collega esplicitamente al piano turistico “Gran Monferrato”.

Benefici ambientali

Un collegamento più diretto e rapido ridurrebbe la percorrenza media dei veicoli — in particolare dei mezzi pesanti — con un conseguente calo delle emissioni in atmosfera. Attualmente, i camion diretti al distretto orafo sono costretti a transitare attraverso centri abitati e strade extraurbane non adeguate, con effetti negativi sulla qualità dell’aria e sulla sicurezza stradale.

Occupazione e crescita economica

Il progetto punta anche a stimolare la diversificazione produttiva del territorio, affiancando alla storica vocazione orafa nuove opportunità legate all’economia circolare, al turismo e alla logistica. La previsione è una crescita cospicua dell’occupazione locale e un effetto positivo sul PIL dell’area.

Un progetto coerente con le strategie europee

La scheda di progetto è stata redatta secondo le indicazioni della proposta di regolamento del Parlamento europeo COM(2020) 408 final, nell’ambito degli strumenti di coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione Europea.

Il progetto risponde a diversi obiettivi strategici europei:

  • Coesione territoriale: miglioramento dell’accessibilità di un’area produttiva di eccellenza
  • Sostenibilità ambientale: riduzione delle emissioni da traffico pesante
  • Resilienza economica: rafforzamento delle infrastrutture a servizio del distretto industriale
  • Mobilità sostenibile: coerenza con il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima

Il progetto del nuovo casello autostradale a Mirabello e del collegamento veloce con Valenza rappresenta un investimento strategico per l’intero Nord-Ovest italiano. Con 30 milioni di euro complessivi e tempi di realizzazione contenuti, l’opera potrebbe finalmente dotare uno dei distretti produttivi più importanti d’Italia di un’infrastruttura adeguata al suo peso economico e al suo potenziale di sviluppo.

L’attenzione è ora rivolta alla disponibilità dei finanziamenti e alla volontà delle istituzioni coinvolte, Regione Piemonte, ASPI e Governo nazionale, di portare avanti un progetto che attende da troppo tempo una risposta concreta.

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