Il Comune di Valenza ha formalmente avanzato la propria candidatura per entrare nella ZLS, Zona Logistica Semplificata, denominata “Porto e Retroporto di Genova”.
Una mossa strategica che potrebbe cambiare in modo significativo le prospettive economiche e logistiche del territorio, aprendo la strada a nuovi investimenti e a una semplificazione amministrativa concreta per le imprese.
In questo articolo analizziamo il quadro normativo di riferimento, lo stato attuale della ZLS in Piemonte e i motivi per cui l’inclusione del Comune di Valenza appare tecnicamente fattibile.
Che cos’è una Zona Logistica Semplificata
Una Zona Logistica Semplificata (ZLS) è uno strumento di politica economica introdotto in Italia con la Legge 27 dicembre 2017, n. 205 (art. 1, commi 61–65). L’obiettivo principale è favorire lo sviluppo economico e attrarre investimenti in aree con connessioni funzionali con porti marittimi, attraverso misure di semplificazione burocratica e agevolazioni per le imprese che si insediano nella zona.
Il regolamento attuativo è stato poi definito dal D.P.C.M. 4 marzo 2024, n. 40, che ha fissato criteri e procedure per l’istituzione e il funzionamento delle ZLS su tutto il territorio nazionale.
A livello europeo, la normativa sugli aiuti di Stato e sullo sviluppo regionale consente l’istituzione delle ZLS anche nelle regioni più sviluppate, purché sussista una connessione funzionale con aree portuali. Questo aspetto è determinante per il caso del Piemonte, regione non periferica ma strettamente connessa al sistema portuale ligure.
La ZLS Porto e Retroporto di Genova: struttura attuale
La ZLS “Porto e Retroporto di Genova” è un’infrastruttura strategica di carattere interregionale, che coinvolge sia la Liguria sia il Piemonte. Il suo sviluppo è stato accelerato dal Decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109 (cosiddetto Decreto Genova), convertito poi nella Legge n. 130/2018.
La componente piemontese
Sul versante piemontese, la ZLS si è sviluppata progressivamente:
- Nucleo iniziale: 7 Comuni della provincia di Alessandria, tra cui Rivalta Scrivia, Arquata Scrivia, Novi Ligure, Alessandria, Castellazzo Bormida, Ovada e Belforte Monferrato.
- Prima estensione: 12 ulteriori Comuni deliberati dalla Regione Piemonte.
- Nodi logistici regionali: Interporto SITO di Orbassano e Interporto CIM di Novara, due poli fondamentali per la catena logistica del Nord-Ovest italiano.
La superficie complessiva della ZLS supera oggi i 3.600 ettari, di cui oltre 2.100 ettari ricadenti in Piemonte. Un dato che testimonia il peso strategico della componente piemontese nell’intera architettura della zona logistica.
Perché il Comune di Valenza vuole entrare nella ZLS
La manifestazione di interesse trasmessa dal Comune di Valenza alla Regione Piemonte non nasce da un’iniziativa estemporanea. Al contrario, si fonda su una serie di caratteristiche territoriali che rendono Valenza potenzialmente compatibile con i criteri previsti dalla normativa.
I punti di forza di Valenza
1. Connessione con il sistema logistico provinciale Valenza si inserisce in modo naturale nella rete logistica della provincia di Alessandria, già ampiamente rappresentata nella ZLS. La prossimità geografica e infrastrutturale con i Comuni già inclusi nella zona rappresenta un elemento di coerenza sistemica.
2. Tessuto produttivo consolidato Il territorio di Valenza è storicamente noto per la presenza di un distretto produttivo di eccellenza, in particolare nel settore orafo. Un tessuto industriale solido costituisce un presupposto essenziale per beneficiare delle misure di attrazione degli investimenti previste dalla ZLS.
3. Integrazione nelle catene logistiche del Nord-Ovest La posizione geografica di Valenza, in un’area di intersezione tra importanti direttrici di traffico, favorisce la sua integrazione nelle catene logistiche che collegano il porto di Genova con i mercati dell’Europa centrale e orientale.
Margini di ampliamento: ci sono i presupposti
Un elemento tecnico importante riguarda la disponibilità di superficie ancora utilizzabile dalla Regione Piemonte. Ogni regione dispone infatti di un tetto massimo di territorio destinabile alle ZLS, e nel caso piemontese tale limite non risulta ancora completamente raggiunto.
Questo significa che esistono margini concreti per ulteriori ampliamenti della perimetrazione, compatibilmente con le valutazioni della Regione e degli organi competenti. L’inserimento del Comune di Valenza sarebbe quindi tecnicamente possibile senza necessità di deroghe o modifiche normative straordinarie.

Cosa cambia per le imprese di Valenza
L’ingresso nella ZLS comporterebbe una serie di benefici diretti per le imprese che operano o che intendono insediarsi nel territorio comunale. In particolare:
- Procedure autorizzative semplificate: iter burocratici più snelli per l’avvio e l’ampliamento delle attività.
- Sportello unico rafforzato: coordinamento tra enti pubblici per ridurre i tempi di risposta alle istanze delle imprese.
- Agevolazioni per gli investimenti: possibili incentivi fiscali e contributivi per chi investe nelle aree ZLS, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato.
- Maggiore attrattività: l’appartenenza a una ZLS migliora la percezione del territorio da parte di investitori nazionali e internazionali.
La richiesta del Comune di Valenza di essere incluso nella ZLS Porto e Retroporto di Genova poggia su basi solide. Il quadro normativo è favorevole, i margini di superficie sono disponibili e le caratteristiche del territorio sono coerenti con i criteri previsti dalla legge.
La parola passa ora alla Regione Piemonte e agli organi competenti, chiamati a valutare la proposta nell’ambito delle future estensioni della perimetrazione. Se l’iter andrà a buon fine, Valenza potrà contare su un nuovo strumento per rafforzare la propria capacità di attrarre investimenti e sostenere la crescita del distretto produttivo locale.
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