Parlare solo dei successi è facile. Riconoscere apertamente dove si è rimasti indietro è il segno di una classe dirigente matura. L’amministrazione Oddone lo fa senza giri di parole, indicando nel Piano Asfalti e nel decoro urbano i due fronti su cui Valenza deve fare di più  e spiegando perché è successo e cosa si intende fare.

Il nodo degli asfalti

I numeri ci sono: 2.311 metri lineari di asfalto eseguiti o ripristinati, per una superficie complessiva di circa 15.930 metri quadrati. Un dato non trascurabile. Eppure l’amministrazione stessa riconosce di essere “sicuramente indietro” rispetto alle necessità della città.

Il motivo non è soltanto una questione di risorse o di volontà politica. Una parte significativa del problema deriva dal mancato ripristino “a regola d’arte” da parte degli operatori privati e aziende che eseguono lavori per la fibra ottica e altri sottoservizi e che spesso lasciano il manto stradale in condizioni peggiori di come lo hanno trovato. È un problema sistemico che richiede una risposta sistemica: più controlli, più contestazioni, più responsabilità per chi opera sul suolo pubblico.

Decoro urbano: una questione di cultura e strumenti

Sul fronte del decoro, la diagnosi è duplice. Da un lato, servono strumenti più efficaci: un taglio dell’erba più incisivo, una disinfestazione delle erbacce più capillare, e l’utilizzo della nuova spazzatrice per la raccolta delle foglie. Dall’altro, c’è un tema culturale che nessun provvedimento amministrativo può risolvere da solo: “La città deve ancora prendere coscienza, i cittadini devono fare la loro parte perché la città è di tutti.

La proposta per il futuro

Il Nuovo Piano Decoro inserito nel programma del prossimo mandato affronta entrambi i livelli. Più educazione civica, più controlli, più sanzioni per chi danneggia gli spazi comuni. Non solo un piano di manutenzione, ma un cambiamento di approccio: la città non si mantiene pulita da sola, e chi la sporca o la danneggia  deve risponderne.

L’onestà con cui questi limiti vengono riconosciuti pubblicamente è già, di per sé, un segnale della direzione che si vuole prendere.