Cinque anni fa Maurizio Oddone si presentava ai Valenzani con un programma preciso e con una promessa chiara: amministrare la città con coerenza e visione. Oggi, a mandato concluso, è tempo di fare i conti senza retorica, con i fatti sul tavolo.

Una città cambiata

Oggi Valenza è una città diversa da quella che abbiamo trovato: più dinamica, più consapevole del proprio potenziale, più orientata all’innovazione“. Questa non è una formula di rito: è la sintesi di un percorso segnato da scelte concrete, alcune delle quali hanno richiesto anni per diventare visibili.

Il contesto in cui questa amministrazione ha operato non è stato semplice. La situazione internazionale — con i suoi effetti sull’economia locale, sui prezzi delle materie prime e sulla disponibilità dei fondi ha messo alla prova ogni progetto. Eppure, come sottolinea lo stesso Oddone, “gli impegni assunti sono stati rispettati“.

Cosa rimane alla città

Tra le opere più significative lasciate in eredità alla comunità valenzana:

  • Piscina comunale — finanziata, cantierizzata e con i lavori attualmente in corso dopo i rallentamenti iniziali
  • Ospedale/Casa di Comunità — lavori affidati con data prevista di ultimazione nel 2026
  • Museo Orafo — un progetto atteso da trent’anni, finalmente realizzato
  • Spazio 750 — l’ex Coop riqualificata come spazio pubblico per la città
  • Illuminazione pubblica totalmente rinnovata
  • 400.000 euro destinati alla manutenzione ordinaria della città

Questi interventi sono stati resi possibili anche grazie alla capacità dell’amministrazione di aggiudicarsi bandi regionali, statali ed europei: “bisogna essere bravi a vincere i bandi, e noi con la politica e gli uffici abbiamo fatto un buon lavoro per aggiudicarceli“.

Onestà sui limiti

Oddone non evita l’autocritica. Sul fronte degli asfalti e del decoro urbano, l’amministrazione riconosce di essere rimasta indietro rispetto alle aspettative. Un’ammissione che  dimostra la maturità di chi governa senza nascondersi.

Il bilancio di questi cinque anni è il punto di partenza per il futuro. Non un punto di arrivo.