Sul tema della piscina comunale di Valenza interviene Cristian Foglino, che prova a riportare il dibattito su un piano tecnico e amministrativo, replicando alle polemiche emerse nelle ultime settimane.
“Capisco che in campagna elettorale sia forte la tentazione di tuffarsi nelle polemiche. Però, prima di tuffarsi, sarebbe buona norma controllare almeno se c’è l’acqua, o in questo caso, se ci sono gli atti”, scrive Foglino.
Al centro della discussione c’è il mutuo acceso per il centro natatorio comunale. Foglino chiarisce che non si tratta di un’operazione fatta “alla leggera”, ma di un finanziamento venticinquennale con l’Istituto per il Credito Sportivo, per circa 2,5 milioni di euro, collegato al bando “Sport Missione Comune”.
Il Comune, spiega, è stato ammesso a un contributo in conto interessi per i primi dieci anni, con un sostegno economico superiore ai 440 mila euro.
“Non siamo davanti a un Comune che butta soldi dalla finestra aspettando una piscina immaginaria, ma a un’operazione finanziaria costruita proprio per sostenere interventi sull’impiantistica sportiva”, sottolinea.
Foglino affronta poi il tema della tempistica del mutuo, criticata da alcuni esponenti politici perché richiesta prima dell’appalto. Una scelta che, secondo l’intervento, rappresenta invece il normale iter amministrativo previsto per le opere pubbliche.
Piscina, la tmepistica del mutuo
“Prima si individua la copertura finanziaria, poi si approva il progetto e successivamente si avvia la gara. Diversamente sarebbe come ordinare una piscina senza sapere con quali soldi pagarla”.
Nel testo vengono richiamati anche diversi riferimenti normativi, dal Testo Unico degli Enti Locali al nuovo Codice dei Contratti Pubblici, che disciplinano la programmazione, la progettazione e la copertura economica prima dell’affidamento dei lavori.
Altro punto affrontato riguarda la scelta dell’impresa appaltatrice, proveniente da Roma. Anche in questo caso, Foglino ricorda che si è trattato di una procedura aperta, alla quale potevano partecipare tutte le aziende in possesso dei requisiti previsti.
“Non risulta che il Codice preveda il criterio ‘vince chi abita più vicino alla piscina’”, ironizza.
L’intervento non nega però le difficoltà emerse durante l’esecuzione dei lavori. Viene infatti riconosciuto che sono sorte criticità nei rapporti con l’impresa e nell’andamento dell’intervento.
“Gli uffici comunali stanno lavorando per affrontare e risolvere tali problematiche utilizzando gli strumenti previsti dal contratto e dal Codice dei contratti pubblici, sempre nel rispetto della legge e della tutela delle risorse pubbliche”.
La conclusione è un invito ad abbassare i toni dello scontro politico e a distinguere tra critiche legittime e ricostruzioni imprecise.
“Le domande sono sempre legittime. Le verifiche anche. Le imprecisioni, invece, restano imprecisioni anche quando vengono scritte con grande convinzione”.
